Ciao, oggi è  
Per comunicare con il Comune di Belveglio
La Pro Loco di Belveglio
 
 Testimonials

Divieto di giocare alle bocce nel 1911

Festa dell'uva nel 1950

 

 

Inizia, a  Marzo 2000, su suggerimento della cara amica Piera Bianco, la pubblicazione di storie, aneddoti, "cose belvegliesi" che negli anni passati hanno caratterizzato la vita della nostra comunità.
Chi avesse qualcosa da dire, che possa suscitare interesse negli altri, anche con fotografie, e relativo alla vita della comunità belvegliese, è pregato di mettersi in contatto via e-mail con il Web Master del Comune di Belveglio che provvederà a registrarlo su queste pagine.
Naturalmente saranno prese in considerazione solo le informazioni accompagnate dalle generalità in chiaro del mittente .



Divieto di giocare alle bocce nel 1911   TOP


Nessuna preoccupazione!

E' solo una curiosità datata 1911, emersa durante il riordino dell'Archivio Storico Comunale.

Più di 90 anni fa, nel nostro Comune, il Sindaco ha dovuto vietare il gioco delle bocce che i suoi concittadini praticavano per le vie del paese, negli unici spazi disponibili: le strade comunali sterrate e polverose, con conseguenti innegabili problemi di sicurezza (incolumità dei viandanti) e viabilità.

A lato la motivazione del divieto.

...e pensare che a quei tempi le bocce erano solo di legno...

Ordinanza di proibizione del gioco delle bocce nel concentrico di Belveglio

Visto l'Art. 13 del Regolamento di Polizia Urbana 
approvato dal Ministero dell'Interno il 3 Maggio 1876

RENDE NOTO

al pubblico che è severamente proibito il gioco delle bocce
nelle vie pubbliche del Comune.

E' dato incarico agli agenti comunali dell'esecuzione della succitata disposizione
dell'Art. 13 del regolamento di Polizia Urbana.

Belveglio, lì 16-4-1911

 IL SINDACO



Festa dell'uva nel 1950   TOP


Anno: 1950.
Poesia recitata/cantata in occasione della Festa dell'Uva a Mombercelli.  
Presente il Prefetto di Asti.

Carro vincente: Comune di Belveglio.
Compositore: Aldo Bianco
Cantata da: Wilma e Gigi Bianco
Aria della canzone: Vola Colomba (famoso successo di Nilla Pizzi).

La testimonial è la signora Maria Gagliardi Bianco, mamma di Wilma.
Il testo è in dialetto belvegliese, notevolmente difficile da scrivere.

L’iua ed Bervei a l’è na cosa rôra
A l’è ina gran specialitô
l’è tüta iua ed culeinna
bianca, rusa e feina
Bon-na an buca
e forta an t’la teina.

Pista e tira il vên da suta
a l’è tut vên da butalêin
da butalêin qu rangia u stomi,
qu dis Bervei, re del vên nei.

U iè na fiietta con ina cavôgna
cavôgna peina ed muscatè,
l’è tuta ina puesia
et frôschi ed vi a l’è vistìa;
la nostra reginêtta
la beiv pa d’la quêtta!

Gabela al’è regeina ed l’iua
u iè peu il Bric
che a là i son ric
ed cullà q’il fa quindes,
cu dis Bervei
re dil vên nei.

 

L'uva di Belveglio è una cosa rara
è una grande specialità
è tutta uva di collina
bianca, rossa e fine
buona in bocca
e robusta nel tino.

Pigia (l'uva) e tira il vino da sotto (il tino)
è tutto vino da botti piccole
da botti piccole che fa bene allo stomaco,
che definisce Belveglio, re del vino nero.

C'è una ragazza con una cesta
cesta piena di moscato,
è tutta una poesia,
di frasche di vite è vestita;
la nostra reginetta
non beve vinello.

La Gabella (una frazione) è la regina dell'uva,
c'è poi il Bricco (altra frazione)
dove là abbonda
il vino che fa quindici (gradi),
che definisce Belveglio
re del vino nero.


    TOP

© Comune di Belveglio d'Asti