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La Pro Loco di Belveglio
 
 Storia
Olivieri Giuseppe Memoria

Sommario:

Periodo Medioevale
Le Guerre Mondiali
Lotta di Liberazione
Rientro dalla Russia delle spoglie di Olivieri Lorenzo
Memoria

 


Periodo Medioevale   TOP


Le prime notizie storicamente attendibili ci fanno conoscere che i primi Signori di Malamorte, l'attuale Belveglio, furono i Turco di Asti, dei quali Raimondo ebbe in Signoria anche Mombercelli. Nato nel 1003 e morto nel 1092, fu sepolto in Asti nella chiesa di S.Antonio detta poi S.Agostino, la quale esisteva nel sito ove poi fu costruito il cimitero degli Ebrei.
Le cronache citano questi luoghi come terre di Malamorte per le continue guerre che in epoche lontane si svilupparono attorno alla fortezza.
Oltre al castello anche il villaggio acquisisce il nome di Malamorte in quasi ctutti i più antichi documenti, nella Cronaca del Monferrato di Benvenuto S.Giorgio e dai cronisti astigiani Ogerio Alfieri ed i due Ventura, Guglielmo e Secondino. 
Si può ritenere che quest'antico luogo sia stato così denominato fin verso la fine del secolo XIV.Nelle distruzioni compiute in terra astigiana da Federico I° il Barbarossa nel 1155, i marchesi aleramici d'Incisa occuparono il luogo di Malamorte (l'attuale Belveglio d'Asti) che furono poi costretti a restituire dopo la pace di Costanza (1183) al Comune di Asti, il quale aveva rivolto le armi contro gli occupatori.

Castrum et Villa Malamortis est de locijs novis Comunis Astensis et homines dicte Ville pro parte Comunis Astensis sunt cives Astenses, In omnibus et per omnia sicut alijs cives Civitatis Astensis habitantes in Ast, ut patet etiam in titulo Encisie . (da Codex Astensis)

Il villaggio fu poi oggetto di accanite contese tra le fazioni dei Solari e dei Guttuari subendo numerosi danneggiamenti, fino a che Luchino Visconti, a cui gli astigiani avevano dato la signoria della città (1342), non pose fine alla contesa assegnando ai Guttuari il villaggio.

Insorsero poi gravi vertenze con Galeazzo II Visconti, signore di Milano, ed il marchese del Monferrato, Secondotto Galeazzo, ed il castello di Malamorte fu occupato dal milanese.

Composte poco dopo tali contese, nel 1377 Malamorte passò al marchese monferrino, il quale peraltro non aveva su quella terra altro che l'alto dominio, per il che, Gian Galeazzo Visconti detto il conte di virtù (che fu il primo ad assumere il titolo di duca di Milano) da vero signore del contado d'Asti, dopo la morte del predetto Secondotto, dava questa contea in dote a sua figlia Valentina andata sposa a Luigi I° duca d'Orleans, fratello del Re di Francia.

In seguito a ciò, la terra di Malamorte, compresa la contea astigiana, passava nel dominio del principe orleandese nel 1387. Si ritiene che possa salire a quest'epoca il cambiamento del nome da Malamorte in Belvedere (Bellumviderium Astensium).
Cessata la dominazione orleanese, Belvedere passò nel 1527 sotto il dominio dell'Imperatore Carlo V (...sulle mie terre non tramonta mai il sole...) il quale nel 1531 passò la Contea Astese alla cognata Beatrice, duchessa di Savoia e madre di Emanuele Filiberto.
In questi anni il castello divenne anche luogo di pena e vi venivano giustiziati (pozzi disseminati di coltelli) i condannati del circondario di Asti. 

La guerra tra Franco-Savoiardi e Spagnoli determinò numerosi cambiamenti di proprietà di Belvedere.
Le lotte cessarono con il trattato di Vienna del 1736 in cui gli Asburgo cedettero queste terre a Casa Savoia; le stesse furono quindi annesse al Regno di Sardegna.

Belvedere verrà poi accorpato da Napoleone Bonaparte (1806) nel Dipartimento di Marengo (Alessandria) ed in questo periodo avviene il cambiamento di nome da Belvedere in Belveglio .

La stessa Alessandria diverrà Provincia e solo nel 1936 Benito Mussolini creerà la Provincia di Asti di cui Belveglio farà parte.



Le Guerre Mondiali   TOP


La tragedia della 1 a e della 2 a Guerra Mondiale, costata milioni di vite umane, è vissuta da Belveglio in tutta la sua cruda e tragica realtà.
Sono molti i contadini che partono per il fronte, a combattere una guerra che non sentono loro, che gli è stata loro imposta, ma che affronteranno con dignità ed orgoglio contadino ed a cui pagheranno un prezzo altissimo in vite umane.

Lapide 1a Guerra Mondiale Lapide 2a Guerra Mondiale Lapide Umberto Calosso

Lapide caduti della
1a Guerra Mondiale

Lapide caduti della
2a Guerra Mondiale
Lapide Umberto Calosso


Elenco dei Belvegliesi caduti in guerra nel 1915-18

Nome

Data nascita

Data di morte

Note

Audano Giovanni

1894

1916

Caporale

Bianco Domenico

1895

1915

Soldato

Bigatti Andrea

1894

1919

Soldato

Magnone Giuseppe

1893

1916

Caporale

Masuello Alberto

1885

1917

Soldato

Olmo Pietro

1895

1916

Soldato

Pera Eugenio

1896

1918

Soldato

Sconfienza Cristoforo

1893

1916

Sergente

Torchio Ernesto

1895

1916

Soldato

Trinchero Giuseppe

1899

1918

Soldato


Elenco dei Belvegliesi caduti in guerra nel 1940-45

Nome

Data nascita

Data di morte

Note

Bosco Federico 

23-3-1924

25-5-1945

Internato

Bossola Davide

29-12-1914

11-9-1942

Capitano, campagna di Russia

Cavallotto Luigi

22-4-1909

20-4-1945

Partigiano

Dova Biagio

6-4-1923

16-12-1942

Soldato

Leoncini Carlo

20-1-1914

Irreperibile

Soldato, campagna di Russia

Leoncini Giulio

23-10-1917

Irreperibile

Ten. partigiano, Mathausen

Magnone Pasquale

20-4-1919

4-10-1943

Serg. maggiore

Masuello Vincenzo

20-11-1921

31-10-1944

Soldato

Olivieri Giuseppe

13-4-1910

23-1-1943

Soldato

Pera Adolfo

14-4-1912

Irreperibile

Soldato, campagna di Russia

Petrausch Luigi

20-1-1914

Irreperibile

Caporale, Torino

Torchio Pietro

29-12-1919

Irreperibile

Soldato, campagna di Russia

Vignale Mario

31-10-1923

4-4-1945

Internato

Vignale Simone

17-7-1925

20-4-1945

Internato

Visconti Ambrogio

23-9-1924

8-4-1945

Internato

Zoppi Alberto

26-3-1925

10-5-1944

Partigiano

Aimondi Giovanni

anni 23

Partigiano

Caduto sul territorio di Belveglio


Lotta di Liberazione   TOP

Nella 2a Guerra Mondiale, con l'armistizio dell'8 settembre del 1943 e la costituzione della repubblica di Salò, avviene uno sbandamento nell'esercito italiano, molti si disperdono, altri tornano a casa nascondendosi in famiglia o dove possono, e quasi nessuno risponde ai bandi di arruolamento di Salò per costruire l'omonima Repubblica.

Formazione partigiana del Bricco di Belveglio


La guerra nazi-fascista non interessa più, si è finalmente capito qual è il vero nemico e cominciano a formarsi le prime bande partigiane, dapprima timorose e molto clandestine, poi sempre più spavalde ed operative.

Anche a Belveglio nasce una banda partigiana su iniziativa di Battista Reggio (Gatto), che assieme a Dionigi Massimelli (Nestore) di Cortiglione, Domenico Festa (Enea) e Davide Lajolo (Ulisse) di Vinchio, iniziano una lotta senza tregua ai nazi-fascisti.

Il nemico viene attaccato ogni qualvolta le condizioni lo consentono.

Verso la fine del 1944 le bande sempre più numerose si organizzano nella Brigata Garibaldi.

La lotta partigiana cessa il 25 Aprile del 1945 ed inevitabilmente guida politicamente gli Italiani verso la costituzione della Repubblica Italiana del 2 Giugno 1946 e la condanna del fascismo.



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