Le prime notizie storicamente attendibili ci fanno conoscere che i primi Signori di Malamorte, l'attuale Belveglio, furono i Turco di Asti, dei quali Raimondo ebbe in Signoria anche Mombercelli. Nato nel 1003 e morto nel 1092, fu sepolto in Asti nella chiesa di S.Antonio detta poi S.Agostino, la quale esisteva nel sito ove poi fu costruito il cimitero degli Ebrei.
Le cronache citano questi luoghi come terre di Malamorte per le continue guerre che in epoche lontane si svilupparono attorno alla fortezza.
Oltre al castello anche il villaggio acquisisce il nome di Malamorte in quasi ctutti i più antichi documenti, nella Cronaca del Monferrato di Benvenuto S.Giorgio e dai cronisti astigiani Ogerio Alfieri ed i due Ventura, Guglielmo e Secondino.
Si può ritenere che quest'antico luogo sia stato così denominato fin verso la fine del secolo XIV.Nelle distruzioni compiute in terra astigiana da Federico I° il Barbarossa nel 1155, i marchesi aleramici d'Incisa occuparono il luogo di Malamorte (l'attuale Belveglio d'Asti) che furono poi costretti a restituire dopo la pace di Costanza (1183) al Comune di Asti, il quale aveva rivolto le armi contro gli occupatori.
Castrum et Villa Malamortis est de locijs novis Comunis Astensis et homines dicte Ville pro parte Comunis Astensis sunt cives Astenses, In omnibus et per omnia sicut alijs cives Civitatis Astensis habitantes in Ast, ut patet etiam in titulo Encisie . (da Codex Astensis)
Il villaggio fu poi oggetto di accanite contese tra le fazioni dei Solari e dei Guttuari subendo numerosi danneggiamenti, fino a che Luchino Visconti, a cui gli astigiani avevano dato la signoria della città (1342), non pose fine alla contesa assegnando ai Guttuari il villaggio.
Insorsero poi gravi vertenze con Galeazzo II Visconti, signore di Milano, ed il marchese del Monferrato, Secondotto Galeazzo, ed il castello di Malamorte fu occupato dal milanese.
Composte poco dopo tali contese, nel 1377 Malamorte passò al marchese monferrino, il quale peraltro non aveva su quella terra altro che l'alto dominio, per il che, Gian Galeazzo Visconti detto il conte di virtù (che fu il primo ad assumere il titolo di duca di Milano) da vero signore del contado d'Asti, dopo la morte del predetto Secondotto, dava questa contea in dote a sua figlia Valentina andata sposa a Luigi I° duca d'Orleans, fratello del Re di Francia.
In seguito a ciò, la terra di Malamorte, compresa la contea astigiana, passava nel dominio del principe orleandese nel 1387. Si ritiene che possa salire a quest'epoca il cambiamento del nome da Malamorte in Belvedere (Bellumviderium Astensium).
Cessata la dominazione orleanese, Belvedere passò nel 1527 sotto il dominio dell'Imperatore Carlo V (...sulle mie terre non tramonta mai il sole...) il quale nel 1531 passò la Contea Astese alla cognata Beatrice, duchessa di Savoia e madre di Emanuele Filiberto.
In questi anni il castello divenne anche luogo di pena e vi venivano giustiziati (pozzi disseminati di coltelli) i condannati del circondario di Asti.
La guerra tra Franco-Savoiardi e Spagnoli determinò numerosi cambiamenti di proprietà di Belvedere.
Le lotte cessarono con il trattato di Vienna del 1736 in cui gli Asburgo cedettero queste terre a Casa Savoia; le stesse furono quindi annesse al Regno di Sardegna.
Belvedere verrà poi accorpato da Napoleone Bonaparte (1806) nel Dipartimento di Marengo (Alessandria) ed in questo periodo avviene il cambiamento di nome da Belvedere in Belveglio .
La stessa Alessandria diverrà Provincia e solo nel 1936 Benito Mussolini creerà la Provincia di Asti di cui Belveglio farà parte.
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La tragedia della 1 a e della 2 a Guerra Mondiale, costata milioni di vite umane, è vissuta da Belveglio in tutta la sua cruda e tragica realtà.
Sono molti i contadini che partono per il fronte, a combattere una guerra che non sentono loro, che gli è stata loro imposta, ma che affronteranno con dignità ed orgoglio contadino ed a cui pagheranno un prezzo altissimo in vite umane.
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Lapide caduti della
1a Guerra Mondiale |
Lapide caduti della
2a Guerra Mondiale |
Lapide Umberto Calosso |
Elenco dei Belvegliesi caduti in guerra nel 1915-18
Nome |
Data nascita |
Data di morte |
Note |
Audano Giovanni |
1894 |
1916 |
Caporale |
Bianco Domenico |
1895 |
1915 |
Soldato |
Bigatti Andrea |
1894 |
1919 |
Soldato |
Magnone Giuseppe |
1893 |
1916 |
Caporale |
Masuello Alberto |
1885 |
1917 |
Soldato |
Olmo Pietro |
1895 |
1916 |
Soldato |
Pera Eugenio |
1896 |
1918 |
Soldato |
Sconfienza Cristoforo |
1893 |
1916 |
Sergente |
Torchio Ernesto |
1895 |
1916 |
Soldato |
Trinchero Giuseppe |
1899 |
1918 |
Soldato |
Elenco dei Belvegliesi caduti in guerra nel 1940-45
Nome |
Data nascita |
Data di morte |
Note |
Bosco Federico |
23-3-1924 |
25-5-1945 |
Internato |
Bossola Davide |
29-12-1914 |
11-9-1942 |
Capitano, campagna di Russia |
Cavallotto Luigi |
22-4-1909 |
20-4-1945 |
Partigiano |
Dova Biagio |
6-4-1923 |
16-12-1942 |
Soldato |
Leoncini Carlo |
20-1-1914 |
Irreperibile |
Soldato, campagna di Russia |
Leoncini Giulio |
23-10-1917 |
Irreperibile |
Ten. partigiano, Mathausen |
Magnone Pasquale |
20-4-1919 |
4-10-1943 |
Serg. maggiore |
Masuello Vincenzo |
20-11-1921 |
31-10-1944 |
Soldato |
Olivieri Giuseppe |
13-4-1910 |
23-1-1943 |
Soldato |
Pera Adolfo |
14-4-1912 |
Irreperibile |
Soldato, campagna di Russia |
Petrausch Luigi |
20-1-1914 |
Irreperibile |
Caporale, Torino |
Torchio Pietro |
29-12-1919 |
Irreperibile |
Soldato, campagna di Russia |
Vignale Mario |
31-10-1923 |
4-4-1945 |
Internato |
Vignale Simone |
17-7-1925 |
20-4-1945 |
Internato |
Visconti Ambrogio |
23-9-1924 |
8-4-1945 |
Internato |
Zoppi Alberto |
26-3-1925 |
10-5-1944 |
Partigiano |
Aimondi Giovanni |
anni 23 |
Partigiano |
Caduto sul territorio di Belveglio |
Nella 2a Guerra Mondiale, con l'armistizio dell'8 settembre del 1943 e la costituzione della repubblica di Salò, avviene uno sbandamento nell'esercito italiano, molti si disperdono, altri tornano a casa nascondendosi in famiglia o dove possono, e quasi nessuno risponde ai bandi di arruolamento di Salò per costruire l'omonima Repubblica.
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| Formazione partigiana del Bricco di Belveglio |
La guerra nazi-fascista non interessa più, si è finalmente capito qual è il vero nemico e cominciano a formarsi le prime bande partigiane, dapprima timorose e molto clandestine, poi sempre più spavalde ed operative.
Anche a Belveglio nasce una banda partigiana su iniziativa di Battista Reggio (Gatto), che assieme a Dionigi Massimelli (Nestore) di Cortiglione, Domenico Festa (Enea) e Davide Lajolo (Ulisse) di Vinchio, iniziano una lotta senza tregua ai nazi-fascisti.
Il nemico viene attaccato ogni qualvolta le condizioni lo consentono.
Verso la fine del 1944 le bande sempre più numerose si organizzano nella Brigata Garibaldi.
La lotta partigiana cessa il 25 Aprile del 1945 ed inevitabilmente guida politicamente gli Italiani verso la costituzione della Repubblica Italiana del 2 Giugno 1946 e la condanna del fascismo.
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