Il discorso del Sindaco di Belveglio:
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Oggi a Belveglio è un giorno importante, per tutti noi, e per i famigliari di un nostro concittadino che dopo 59 anni è tornato nella terra natia.
E' un giorno importante, ma che ci porta anche ricordi atroci.
OLIVIERI Giuseppe, o è più giusto dire quel che resta di lui, è ora qui con noi, anche grazie al Commissariato Onoranze Caduti in guerra del Ministero della Difesa italiano, il quale dopo laboriose ricerche e interventi diplomatici, ha potuto provvedere al rimpatrio dalla Russia di numerosi militari là sepolti.
Giuseppe, nato a Nizza Monferrato il 14 Aprile 1910, per una decisione scellerata di Mussolini, durante la 2a Guerra Mondiale, il 5 Luglio 1942 partì per la Campagna di Russia con il contingente italiano A.R.M.I.R.
Occorre però fare un breve cenno agli avvenimenti storici del momento:
"All'invasione tedesca dell'Unione Sovietica presero parte oltre a truppe romene, ungheresi, slovacche, finlandesi e volontari spagnoli, anche unità italiane.
Si trattò dapprima di un Corpo d'Armata di circa 62.000 uomini, denominato "Corpo di Spedizione in Russia" (CSIR), al comando del generale Messe (dall'Agosto 1941 al Luglio 1942), poi integrato con altre unità (dal Luglio 1942 al Gennaio 1943) fino a raggiungere l'entità di un'armata di 230.000 uomini. (8a armata o ARMIR) al comando del generale Gariboldi.
Dotati di scarsissimi mezzi, inadeguati per quella guerra e per quei luoghi, i nostri militari del tutto impreparati e malamente equipaggiati furono scaraventati nell'inferno della battaglia sul Don, in pieno inverno, a 30 gradi sotto zero, tra la diffidenza e l'alterigia degli alleati tedeschi."
Olivieri Giuseppe, artigliere del 50° Gruppo del 2° Reggimento Artiglieria di Corpo d'Armata, si trovò in questo inferno, e nonostante la manifesta insufficienza di armamento, di vestiario e di vettovagliamento, onorò fino all'estremo sacrificio l'attaccamento alla Patria, combattè aspramente sul fiume Don, e morì il 23 Gennaio 1943 a Debalzevo, nella regione industriale del Donetz, nell'Ucraina sud-orientale, in piena ritirata sotto la spinta dell'esercito russo che aveva sfondato le linee alleate.
Ebbe però la possibilità di essere riconosciuto e sepolto nel cimitero della cittadina; di altri suoi compagni, purtroppo, non se ne è saputo più nulla ed ai loro famigliari non è dato portare un fiore sulla tomba e a loro resta solo un ricordo che il tempo sbiadisce sempre più.
Olivieri Giuseppe è invece qui con noi, sarà tumulato nel nostro cimitero, potrà avere, ora e in futuro, l'attenzione nostra, del figlio Lorenzo e della sua famiglia, e sarà un monito per tutti noi a meditare sul senso vero del sacrificio e sulla stupidità della guerra.
La storia ci restituisce alcuni dati sulla Campagna di Russia.
"Dei 229.000 uomini inviati in Russia, 29.690 furono rimpatriati perché feriti o congelati. Dei rimanenti i superstiti furono solo 114.485. Mancarono all'appello 84.830 uomini di cui 10.030 furono restituiti dall'URSS. Il totale delle perdite ammontò a 74.800 uomini."
Ecco perché oggi è un giorno importante.
Giuseppe è di nuovo tra noi.
E a Giuseppe, e a quanti come lui hanno onorato la loro divisa e la loro Patria, possiamo solo più dedicare la nostra riconoscenza, il nostro rispetto e un caloroso applauso. "
Il Sindaco Vignale Franco |