| Del bel castello di Belveglio si ha notizia allorchè era sotto la Signoria di Raimondo Turco, astigiano, nato nel 1003 e morto nel 1092.
Sovente al centro di numerose guerre, quando divenne possedimento di Casa Savoia, subì numerose ristrutturazioni per riparare i danni delle guerre e del tempo.
Dopo essere stato possedimento di Angelo Veroli fino al 1929, venne acquistato dal conte montenegrino Hector Petrausch ed assunse l'attuale struttura che mantiene inalterato nel tempo tutto il suo fascino.
Alla morte del Petrausch passò di proprietà al Sig Barberis che fece molte ricerche con scavi sotterranei, per trovare il tesoro dei Farnese.
Attualmente è sede dell'Ente Concerti Castello di Belveglio, promosso e diretto dall'artista milanese Prof. Marlaena Kessick , nuova proprietaria del castello dal 1973.
Nata negli U.S.A. da un violinista inglese e da un ingegnere con la passione della musica, Marlaena, concertista, direttore d'orchestra, compositrice e docente di flauto al Conservatorio di Milano, nonchè autrice del volume " Il flauto, passione di ragazzi e di Re" , in quegli anni scopre Belveglio e se ne innamora al punto di fondare nel 1974, insieme al consorte Renato Zanfini, oboista, l'Ente Concerti Castello di Belveglio che da allora irradia la sua opera organizzatrice e divulgatrice di eventi musicali a livello nazionale ed anche internazionale. |
Ogni castello ha la sua storia, spesso leggendaria, alle volte tragica, alle volte eroica, dove i fatti d'arme erano cosa quasi quotidiana.
Agli antichi manieri vanno accoppiate le leggende di tesori nascosti, scatenando la fantasia e l'interesse dei ricercatori.

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Papa Paolo III
(Il Cardinale Alessandro Farnese)
nonno di Carlo Maria Matteo Farnese,
in un dipinto del Tiziano) |
Da molto tempo circolava voce che un immenso tesoro fosse sepolto nei sotterranei del castello, soprattutto da quando nel periodo in cui era proprietario il conte montenegrino Hector Petrausch, durante lavori di restauro, si scoprì che sotto il castello vi erano rovine di costruzioni precedenti assai estese e con numerosi cunicoli e sotterranei, di cui uno doveva portare alle rive del torrente Tiglione, un'altro al castello di Mombercelli, ed altri ancora non si sa dove.
Per circa trent'anni il conte effettuò ricerche senza approdare a nulla.
Il proprietario successivo, Sig. Barberis, continuò le ricerche con l'aiuto di un ingegnere milanese che disponeva di un rilevatore elettronico di sua invenzione.
Furono fatte ricerche su documenti e libri antichi, rilevazioni sul sottosuolo con l'apparecchio elettronico, nonchè numerosi scavi in profondità , che provocheranno anche la caduta di un torrione.
Da queste vicende è emersa una vicenda epica e tragica che si chiude con l'occultamento di un tesoro ed un suicidio collettivo: protagonisti furono il duca Carlo Maria Matteo Farnese, nipote di Papa Paolo III e la moglie Zeusa Ellenica.
Questo Farnese era figlio illegittimo, come indica il suo stemma sbarrato, di Pier Luigi Farnese che a Piacenza venne trucidato dagli sgherri di Carlo V.
Dopo l'assassinio del padre, il duca Matteo con una scorta di fidi soldati raggiunge un castello ai confini delle sue terre, dove per tre anni cercò di resistere, perdendo più di 200 uomini, agli assalti di soldataglie spagnole che volevano impadronirsi del castello ma ancor più del tesoro che pensavano cospicuo, un vero patrimonio di monete e gemme.
Al duca Matteo Farnese premeva che del tesoro non si impadronisse l'avversario, provvedendo ad occultarlo.
Impossibilitati a resistere oltre, il 15 marzo del 1551 bevvero tutti veleno di pungitopo e precisa Matteo :" ...ideo uxor meo Zeusa mori mecum voluit ne virtus eius exhonorarent ... " (così pure mia moglie volle morire con me affinchè non potessero disonorare la sua virtù).
Nei vicini sotterranei adibiti a forzieri e nella sala d'armi giacciono gli scheletri dei soldati che condivisero il destino del duca.
La sensibilità dell'apparecchio ha permesso di fare un inventario visivo di questo tesoro. Nei sotterranei si trovano decine di barilotti da soma pieni di monete d'oro e d'argento. Vi sono poi scrigni pieni di rubini e smeraldi, collane d'oro con smeraldi, rubini e brillanti.
Nel giardino del castello parte una galleria che penetra nella collina per una trentina di metri sino ad un antico pozzo.
Il tesoro dovrebbe essere in fondo al pozzo nel quale si trova una scala a chiocciola che poi venne demolita per impedire che si raggiungesse la cripta.
Nella sala d'arme il duca fece scrivere "Italia nostra, io esorto gli italiani a non pugnare per lo straniero".
Gli scavi di ricerca furono portati avanti per qualche tempo, anche con persone del posto, furono trovate parecchie monete d'oro, ma il rischio di cedimenti nelle gallerie consigliarono di interrompere l'attività.
Il tesoro per ora è ancora custodito nelle viscere della terra, rispettando la volontà del duca che non voleva cadesse in altre mani.
E la leggenda rimane... |
| Prof. Marlaena Kessick
Via Mazzini, 11
14040 Belveglio(Asti)
Tel/Fax. 0141-955867
mailto: mkessick@libero.it
Dal 1974 l'Ente Concerti Castello di Belveglio è attivo su scala nazionale ed internazionale a favore della cultura musicale italiana. Sostenuto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, dalla Regione Piemonte ed altre Regioni, nel 1986 ha ottenuto il riconoscimento giuridico (Ente Morale).
Durante le varie stagioni concertistiche, l'Ente ha organizzato più di 1500 concerti di altissimo livello con la partecipazione di complessi ed artisti quali l'Orchestra Sinfonica della RAI di Milano, il Quartetto della Scala, Severino Gazzelloni, Giuseppe Di Stefano, Bruno Canino, Sandro Massimini ed innumerevoli altri solisti di rilievo.
Organizza annualmente il Concorso nazionale di Composizione che alterna in giuria maestri quali Goffredo Petrassi, Giacomo Manzoni, Marcello Abbado, Luciano Chailly, Azio Corghi, Franco Donatoni, Roman Viad, ecc, ed ha organizzato 15 edizioni del festival Nazionale del Flauto.
Ha inoltre organizzato numerosi concerti, seminari e corsi di perfezionamento musicale presenti da qualche anno anche nella Regione Sicilia.
Dal 1995 organizza il concorso internazionale di canto "Giulietta Simionato" ai fini della scoperta e sostegno dei nuovi talenti, nonchè la divulgazione dell'opera lirica italiana, offrendo ai vincitori scritture da parte di Enti italiani e stranieri.
A Belveglio, inseriti nella rassegna "Maggio musicale", organizza concerti domenicali presso la sede dell'Ente.
La Prof. Marlaena Kessick, fondatrice dell'Ente e direttore dello stesso, flautista,direttrice d'orchestra e compositrice, si avvale della preziosa collaborazione artistica del consorte Renato Zanfini, notissimo oboista.
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Maestosa, nel centro del paese si erge la settecentesca Parrocchia Natività di Maria, ristrutturata dal 1808 al 1824.
Per festeggiare il termine dei lavori, anno 1824, è stato messo a dimora un ippocastano che ora, anno 2005, ha la bellezza di 181 anni ed una circonferenza di 446 cm.
Parrocchia
Natività di Maria |

Ippocastano
dal 1824
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Il campanile è stato raddoppiato in altezza solo nel 1939. Clic, per saperne di più...
Di rilevante, all'interno, la Via Crucis opera del pittore-scultore contemporaneo Sergio Unia, ed un'arca della Madonna Bambina in fasce nella culla, risalente ad inizio '800.
Per una più completa esposizione delle notizie sulla Parrocchia si rimanda alla pagina "Parrocchia" .
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Fare riferimento alla pagina "Manifestazioni".
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